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Politiche 2013-2019: una sintesi

La responsabilità di UniTo verso lo sviluppo

…nel rapporto con il territorio

L’impegno in progetti, ricerca e didattica per lo sviluppo locale allinea UniTo a una tendenza internazionale, nata negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, che rende le università anchor institutions, soggetti capaci di rappresentare stabilmente una leva di sviluppo delle comunità locali: grazie al loro radicamento sul territorio ancorano risorse, alcune almeno temporaneamente, a un luogo, in un’epoca di globalizzazione che disancora imprese, capitale e lavoratori dalla loro sede originaria, con l’effetto di creare opportunità per le aree oggetto di rilocalizzazione, ma di impoverire i luoghi oggetto di delocalizzazione.
Non si tratta, in altri termini, solo di affermare che Atenei competitivi rendono un territorio più competitivo, riducendo così le Università ad aziende e quindi diminuendo la loro natura di istituzioni di pubblica utilità. Le Università sono anche questo, ma primario resta il riconoscimento della propria responsabilità sociale nel contribuire allo sviluppo equilibrato e durevole, locale e globale, e della propria comunità in campo non solo economico, ma anche sociale e culturale.

L’Università di Torino è caratterizzata da una situazione territoriale peculiare: è presente, quale grande Università pubblica, insieme al Politecnico di Torino e alla Università del Piemonte Orientale, su un territorio a  forte, ma sofferente, vocazione industriale, e ad alto tasso di popolazione. Una presenza universitaria decisamente sotto-dimensionata, nella comparazione con altre Regioni d’Italia, rispetto alla crescente domanda di formazione e ricerca di livello universitario. Per tali ragioni, le linee strategiche dell’Ateneo nello sviluppo del territorio riguardano:

1 la necessità di una condivisione di strategie con la Regione Piemonte in relazione agli aspetti del trasferimento di conoscenza ad applicazione industriale e al mantenimento e rafforzamento di insediamenti in una importante zona del Piemonte a specifica vocazione di produzione agro alimentare e altrimenti privo di strutture didattiche e laboratori  di livello universitario

2 la necessità di programmazioni condivise con gli attori del tessuto produttivo al fine di sostenere la tenuta del sistema economico, anche dal punto di vista del sostegno alla internazionalizzazione nelle aree di maggior riferimento (prima fra tutte, il Nord Ovest italiano, il Sud Est francese)

3 le partnership con il Politecnico di Torino, la Municipalità e la Città metropolitana in relazione alla mobilità, recettività, produzione di servizi per una popolazione di studenti che supera il 12% della popolazione urbana

Le Università hanno un radicamento naturale nel capitale fisso investito sul territorio, nei dipendenti, negli utenti, nei fornitori, detengono risorse economiche, umane, intellettuali, simboliche, in grado di apportare benefici a famiglie e comunità, esercitando le loro missioni fondamentali di ricerca, didattica e di trasferimento di conoscenza.

…nel rapporto con gli studenti

La singolarità del contesto riepilogato determina, nel riconoscimento del diritto allo studio, una particolare responsabilità dell’Ateneo nei confronti dei giovani che aspirano a una formazione universitaria che sia economicamente sostenibile e al contempo competitiva verso i mercati del lavoro e sostenuta da una reputazione internazionale dell’Ateneo; ciò ha effetto su ulteriori linee strategiche:

Il mantenimento fin dove possibile di canali di accesso aperti alla immatricolazione, assistiti da politiche di attento orientamento all’ingresso
La moltiplicazione delle offerte didattiche in lingua inglese, sia nell’ambito di singoli insegnamenti, che di corsi di laurea
Il mantenimento, e ove possibile la riduzione, degli oneri derivanti dai costi di iscrizione

Il crescente trasferimento di risorse agli studenti

…nel rapporto con l’organizzazione

L’eredità storica di un Ateneo in costante crescita, ma privo, negli anni passati, di un progetto di programmazione dei nuovi spazi, ha condotto, nei decenni precedenti, ad una frammentazione non organica di sedi sul territorio metropolitano. Tale dispersione ha imposto un progetto di riordino interno.

…nel rapporto con il sistema nazionale

Quanto esposto in premessa porta anche, necessariamente, Unito a elaborare strategie di condivisione di politiche attive di relazione con le istituzioni di riferimento, quali CRUI, CUN, MIUR, altri soggetti della formazione preuniversitaria o di tipo universitario (AFAM).

La ricerca per lo sviluppo: un Ateneo diffuso ma unitario

Ricerca sulle tecnologie per l’uomo e lo sviluppo

La ricerca scientifica di base – caratteristica storica dell’Università di Torino – trova sempre di più sbocco nelle applicazioni tecnologiche rilevanti per lo sviluppo e per la qualità della vita per le persone, le imprese e i territori, in una chiave innovativa per l’economia locale, nazionale e internazionale.

Se il tratto che contraddistingue e caratterizza la ricerca tecnologica di UniTo è la speciale attenzione all’«uomo», ai suoi bisogni, il suo valore aggiunto è certamente costituito dalla ricchezza delle discipline che possono essere coinvolte, cooperando in chiave multi o interdisciplinare.

Il rapporto stabile con le istituzioni del territorio, costruito con Regione Piemonte, Unione Industriale e Camera di commercio, ha consentito di ottenere preziosi risultati progettuali e applicativi.

Lo sviluppo di specifici accordi quadro con grandi aziende presenti sul territorio (Smat, Thales Alenia Space, Agilent Technologies, Huvepharma, ITT, TIM, General Motors) ha inoltre permesso di consolidare in modo strutturato l’interlocuzione dell’Ateneo con il mondo industriale. Questi accordi fanno da cornice a una vasta collaborazione dei Dipartimenti con piccole e medie imprese, impegnate su diversi ambiti tecnologici.

Ne sono alcuni esempi:

La partecipazione di UniTo al bando per la costituzione di Centri di Competenza per lo sviluppo dell’Industria 4.0 che ha visto il nostro Ateneo coinvolto, insieme al Politecnico di Torino, nella proposta che è risultata prima nella classifica stilata dal MiSE.

La co-progettazione e il varo del Centro di Competenza piemontese, le cui finalità sono il trasferimento dei risultati della ricerca in applicazioni utili per l’industria manifatturiera, insieme alla formazione per le imprese, erogata con modalità innovative più vicine alle loro esigenze. Ufficialmente denominato Competence Industry Manufacturing 4.0 – CIM 4.0, il Centro di Competenza vede coinvolti i due Atenei torinesi insieme a 24 aziende, alcune di grandi dimensioni. La sua governance, appena costituita, è significativamente così composta: Presidente: prof. Paolo Fino (Politecnico di Torino), Vicepresidente: prof. Marcello Baricco (Università di Torino), Membro del CdA: dr. Dario Gallina (Unione Industriale). Il Centro di Competenza metterà a disposizione delle aziende “linee pilota” innovative per diverse tecnologie manifatturiere e costituirà un punto di riferimento in tutti gli ambiti a esse collegati (come Big Data, Internet of Things, robotica, fotonica, cybersecurity, nuovi materiali, efficientamento energetico dei processi), inclusa l’organizzazione del lavoro e della produzione. Una delle novità, su cui questa nuova infrastruttura votata all’innovazione di prodotto verrà misurata, è legata alla vocazione a svolgere attività di sviluppo che, partendo dai risultati della ricerca di base svolta nelle Università, siano rivolte alla produzione, alla standardizzazione e alla certificazione della stessa. Il Centro di competenza diventerà parte del costituendo Manufacturing Technology Competence Center (MTCC).

L’investimento in grandi infrastrutture e strumentazioni per la ricerca, come il megacalcolatore Occam, il Centro di Super calcolo Cs3, lo Spettometro di massa, lo Spettometro Nmr, il Sequenziatore genomico, la Strumentazione per digitalizzazione dei testi, i laboratori del centro interdisciplinare ICxT, diventa il punto di intersezione tra discipline e approcci culturali diversi, che collega UniTo sia al proprio interno sia all’esterno, con le imprese del territorio e il Politecnico. I risultati si riverberano sulla didattica, alimentandola di nuovi contenuti, sviluppando nuovi ambiti e suggerendo rinnovati percorsi formativi.

 La collaborazione più dinamica, snella e capillare con le imprese del territorio: UniTo invita sempre più le aziende a dare il loro contributo nella costruzione congiunta di percorsi di innovazione, ricerca e formativi. Ne è un esempio la crescente attivazione in UniTo di attività formative dell’apprendistato di alta formazione, finanziate dalla Regione Piemonte, che contribuiscono a consolidare l’interazione tra impresa e Ateneo consentendo ai giovani di accedere al mondo del lavoro e, nel contempo, di conseguire un titolo di studio universitario e di alta formazione, compreso il dottorato di ricerca. In particolare i Master in alto apprendistato hanno visto il coinvolgimento dal 2016 di oltre 80 aziende.
I due percorsi di dottorato industriale attivati sui temi del “Modeling e Data Science” e “Innovation for the Circular economy”, rivolti a dipendenti di azienda, rappresentano un altro importante tassello di questo percorso (13 posti messi a bando per dipendenti di azienda dal 2016).
Rendere più facile, veloci e continuativi i contatti delle aziende con l’Ateneo è uno degli obiettivi che UniTo ha perseguito con la creazione dell‘Industrial Liaison Office, una struttura dedicata per l’accompagnamento personalizzato delle aziende nella ricerca di temi e gruppi di ricerca con i quali collaborare (in media, un contatto 1to1 ricercatore-azienda attivato ogni 2 giorni).

A questi importanti risultati occorre aggiungere il rafforzamento organizzativo delle attività di trasferimento della conoscenza e il sostegno alle start up realizzate con l’Incubatore d’imprese 2i3T di UniTo. In particolare, l’attività a supporto alla brevettazione, supportata dalla Sezione Brevetti e Trasferimento della Conoscenza, ha visto negli anni un trend positivo, confermato dai dati che vedono l’Ateneo di Torino collocato sempre al di sopra della media nazionale in termini di deposito di domande di brevetto in priorità. Si registra, inoltre, un significativo aumento delle richieste di brevetto, passando da una media di circa 12 richieste all’anno ad un totale di 23 richieste nel 2018. Questo dato testimonia la maggior sensibilità che nell’ultimo periodo si è sviluppata, anche in virtù di una più intensa attività di promozione e formazione dalla Sezione Brevetti e Trasferimento della Conoscenza.

L’intensa attività dei Dipartimenti, supportata dalla gestione tecnico-amministrativa e dal quadro prospettico esposto, ha promosso nuove linee strategiche della ricerca che collegano diverse aree disciplinari su temi comuni:

Food

Medicina di precisione

Big data e IA

Digital humanities

Cittadinanza e regolazione sociale

Grandi progetti urbani

Grandi progetti, muovendo dall’insediamento edilizio e urbano, hanno favorito la creazione di campus in cui trovano una più facile integrazione e dialogo la didattica, la  ricerca e le attività di trasferimento di conoscenza verso il territorio, i cittadini e le imprese. Rilevante è stato l’investimento in campi innovativi e le azioni orientate a promuovere la cooperazione tra ambiti disciplinari.

I grandi progetti ideati, finanziati e realizzati – o in corso di realizzazione -, segnalati con un indicatore verde sulla mappa sottostante, sono il  Parco della Salute e della Scienza a Torino e la Città della Scienza a Grugliasco, i nuovi spazi alla Certosa di Collegno e i due grandi laboratori di biotecnologie in via Nizza e il complesso Aldo Moro.

A questi si affiancano la bonifica e la ristrutturazione di Palazzo Nuovo, sede delle scienze umanistiche, con cui si è fronteggiata e radicalmente risolta una criticità storica mai affrontata prima, e l’innesto sul territorio del Campus Luigi Einaudi, sede delle scienze giuridiche ed economico-sociali.

Tali progetti hanno richiesto di mantenere un rapporto stabile e sempre più fitto con la Regione (Presidenza e assessorati alla Ricerca, alla Sanità, alla Cultura), gli enti locali, le istituzioni piemontesi e le imprese, di volta in volta coinvolte dai progetti o dalle loro implicazioni urbanistiche, ambientali e sociali collaterali, e la ricerca di forme di finanziamento sostenibili (project financing, fondi statali non ancora spesi, fondi europei, etc.).

Didattica e ricerca internazionale

La spinta all’internazionalizzazione

UniTo ha promosso una serie di azioni coordinate e mirate per sviluppare una maggiore internazionalizzazione degli studi e della ricerca.

Internazionalizzazione della didattica: sono state programmate azioni volte a migliorare l’attrazione dei visiting professors, aumentare i corsi di studio a doppio titolo o multiplo, offrire 12 corsi di studio erogati completamente in lingua inglese.

Fonte: Direzione Didattica e servizi agli studenti

L’Ateneo ha avviato un percorso di supporto linguistico-metodologico ai docenti impegnati nella didattica in lingua inglese e il progetto UPGRADE, dedicato agli studenti per il perfezionamento della lingua inglese. Sono state, inoltre, messe a disposizione borse di studio per studenti stranieri.

Internazionalizzazione della ricerca: è stata introdotta la figura del visiting scientist, sono stati rafforzati e incrementati i rapporti di collaborazione con gli Atenei e le istituzioni internazionali.

Nuovi servizi di supporto agli studenti internazionali: sono stati avviati il Progetto Buddy – Do you need suppor-TO per l’accoglienza e l’assistenza, il progetto IN_UNITO per l’approfondimento della conoscenza della lingua italiana, servizi di supporto linguistico per l’insegnamento dell’italiano.

Fonte: Rapporti di sostenibilità di Ateneo

Revisione dei processi dell’internazionalizzazione:  l’area Internazionalizzazione è stata collocata in un’unica direzione, sono stati approvati modelli di accordo quadro e di cooperazione accademica e scientifica. È stata, inoltre, incentivata la mobilità internazionale ed è stato sperimentato un nuovo strumento di application on line per studenti internazionali (Apply@UniTo).

Fonte: Sezione Mobilità e Didattica internazionale, Direzione Attività Istituzionali, Programmazione, Qualità e Valutazione UniTo

Attrazione di finanziamenti esterni: sono state messe in atto azioni per sostenere i percorsi di mobilità internazionale degli studenti e per triplicare in 3 anni la presenza di visiting professors. È aumentata l’entità di risorse derivanti da progetti competitivi.

 

Fonte: N° visiting professor, Cruscotto direzionale di Ateneo, download del 7/03/19

Azioni di promozione e comunicazione: l’Ateneo ha promosso la propria offerta didattica all’estero attraverso la presenza su portali internazionali e la partecipazione a fiere internazionali dell’educazione.

Cooperazione allo sviluppo: in Ateneo è attivo il Progetto UNICOO, che prevede l’attivazione di percorsi di mobilità per studenti e dottorandi di ricerca di UniTo prevalentemente in Paesi dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia per innalzare la qualità della ricerca e della didattica. UniTo partecipa inoltre a oltre 10 progetti finanziati nell’ambito di programmi nazionali e internazionali, ha organizzato momenti di riflessione interna sulle tematiche della cooperazione allo sviluppo.

 Attività legate ai ranking internazionali: l’Ateneo ha adottato azioni di miglioramento per ottimizzare i risultati sui ranking nazionali e internazionali e ha attivato azioni sistematiche di comunicazione dei risultati ottenuti.

Governance e politiche sulle risorse

Le risorse e prestazioni

Negli anni del disinvestimento, attuato da numerosi governi nazionali nel periodo 2009-2018, in risorse per la didattica e la ricerca, è stato impegno condiviso con gli organi dell’Ateneo porre Unito in condizione di ricavare il massimo FFO dalle regole premiali vigenti, e di ridistribuirlo seguendo una politica di equilibrio fra i criteri di merito nella produzione di risultati di qualità nella ricerca, a parziale correzione di criteri legati ai soli fabbisogni della didattica.

Fonte: DM di assegnazione FFO atenei statali anni 2013, 2014, 2015, 2016, 2017 e 2018

A fronte di un turn over negativo (2013-2017) e di una assenza di investimenti nazionali, che avrebbero dovuto essere finalizzati al reclutamento di nuovo personale, l’Ateneo ha operato in modo autonomo un riequilibrio tra personale docente e personale amministrativo. In particolare, nell’ambito del personale docente, i nuovi ingressi sono avvenuti a favore del rinnovamento generazionale.

Fonte: Proper Cineca per il personale di ruolo; Datawarehouse di Ateneo per i Ricercatori a Tempo Determinato

Fonte: Direzione Attività Istituzionali, Programmazione, Qualità e Valutazione di UniTo
(estrazione dati all’08/07/2019)

I risultati sopra riportati vanno infatti letti avendo conoscenza dei dati di turn over a livello di sistema e a livello di UniTo nel medesimo periodo. Negli anni dal 2013 al 2018 il turn over di sistema è stato circa del 71%, mentre il turn over di UniTo nello stesso periodo è stato circa del 86%.Per quanto riguarda il 2019, al momento della pubblicazione della pagina (maggio 2019), i punti organico non sono stati ancora assegnati e quindi non possono essere considerati nella valutazione del turn over.

Fonte: % Turn over UniTo EFFETTIVO: MIUR/procedura PROPER Evoluzione entrati e usciti, per personale di ruolo;
Dir. AIPQV/
Area Programmazione Organico e Reclutamento per RTD a) e RTD b).
Per tutti gli altri dati: DD.MM. dei criteri e del contingente assunzionale delle Università statali anni 2013, 2014, 2015, 2016, 2017 e 2018.

Pur in presenza di un rapporto docenti/amministrativi/studenti sfavorevole, sono state realizzate prestazioni di eccellenza, risultati paragonabili a quelli di Atenei italiani con rapporti più favorevoli e competitivi con atenei stranieri pur dotati di risorse ben più consistenti.

La conversione del modo di operare degli uffici amministrativi, verso la gestione di processo, ha avuto quale effetto il miglioramento sensibile della performance di accreditamento Sua-RD Anvur, anche grazie a una sperimentazione che ha avuto esito favorevole a partire dal 2014. Grazie alla loro attività di ricerca e didattica, ma anche a un supporto centrale a essi dedicato, i dipartimenti  di Unito hanno inoltre ottenuto un riconoscimento di eccellenza in 23 casi su 27, e un riconoscimento economico per 15, con una prestazione di assoluto rilievo nazionale.

Fonte: Sezione MIUR – Dipartimenti di eccellenza

Contribuzione e diritto allo studio

La scelta riguardante la contribuzione studentesca  è in controtendenza con quella di altre università del Nord Italia nonché con quella di atenei stranieri spesso proposti come ‘paragone’ nelle classifiche internazionali, e vuole essere una risposta concreta al diritto allo studio e al noto deficit  di numero di laureati, specie triennali, tra Italia e altri  paesi europei.

La scelta avviene però entro i limiti severi stabiliti da risorse comunque limitate e carenti e  da regole, come quella dei requisiti minimi di docenza. L’inclusività deve sempre contemperare un altro valore irrinunciabile, la qualità dell’apprendimento che si riflette nella qualificazione e utilità sociale del capitale umano prodotto.

Fonte: Direzione Didattica e servizi agli studenti

Università di riferimento politico a livello nazionale

UniTo ha assunto un ruolo nazionale anche grazie a una presenza attiva nelle sedi della governance universitaria – Miur, Crui, Cun – e a un rapporto approfondito con Alma Laurea, in relazione alle politiche di job placement.

Con questi enti ha anche promosso analisi ed eventi di presentazione e riflessione delle politiche universitarie nazionali, in particolare per una liberalizzazione e aggiornamento interdisciplinare e tematico degli ordinamenti didattici, per la semplificazione amministrativa, per una rilettura del rapporto tra lauree e professioni, per il public engagement, per la difesa della reputazione e del ruolo dell’università. Ha altresì presentato il testo di un disegno di legge per la semplificazione di alcuni processi amministrativi dell’università in una audizione alla Commissione Bicamerale (di Camera dei Deputati e Senato) per la semplificazione.

Per approfondire:

Organizzazione rinnovata

L’eredità storica di un Ateneo in costante crescita ma privo, negli anni passati, di un progetto di programmazione dei nuovi spazi, ha condotto nei decenni precedenti a una frammentazione non organica di sedi sul territorio metropolitano. Tale dispersione ha imposto un progetto di riordino interno a esito del quale Unito si articola ora su 7 poli aggregati per competenze, e alla condivisione di un Master plan per i nuovi insediamenti in coordinamento con Città di Torino e Politecnico.

La riorganizzazione dell’amministrazione di 27 dipartimenti in 7 poli ha costituito un’innovazione organizzativa interna che ha:

Reso disponibili a tutti i dipartimenti competenze professionali di amministrazione e sostegno alla gestione di progetti di ricerca e di didattica

 Abbreviato le distanze con l’amministrazione

 Ottimizzato i tempi di lavoro, consentendo ai dipartimenti di concentrarsi sui propri impegni strategici

Consentito – e consentirà – di introdurre e generalizzare rapidamente semplificazioni procedurali, nuove figure professionali, strumenti di comunicazione interna bottom-up e di gestione degli spazi e degli eventi.

 

Con l’obiettivo di semplificare processi-servizi di forte impatto con l’utenza, è stato attivato il “Progetto Semplificanti”: sono stati individuati alcuni processi-servizi attivi in Ateneo da semplificare e snellire. Su questi è stata prima avviata un’attività di analisi e monitoraggio per comprenderli nel dettaglio, sono state individuate soluzioni informatiche e organizzative per l’attuazione della semplificazione e, nei casi necessari, sono stati rivisti i relativi regolamenti.

Comunicazione e Public Engagement

Il mandato si è caratterizzato per un’azione costante alla comunicazione, in una prospettiva multistakeholder, orientata cioè – e di volta in volta – a identificare i fabbisogni di specifici gruppi di destinatari – interni ed esterni alla comunità universitaria – e ad approntare il set di modalità e canali più adeguati per raggiungerli.

Questo sforzo ha visto, tra i suoi atti iniziali, la definizione di una nuova ‘visual identity’ da adottare, inizialmente in via sperimentale, per le azioni di comunicazione istituzionale. Con questo passaggio è stato anche identificato un nuovo logo da utilizzare per i materiali di comunicazione.

La comunicazione di Ateneo è stata poi innovata e differenziata nelle sue funzioni politica, istituzionale e organizzativa, di servizio, internazionale, di marketing, e – in particolare con la gestione della chiusura e rinnovamento di Palazzo Nuovo – di crisi, con l’introduzione di professionalità di comunicazione e mezzi nuovi che, oltre a quelle giornalistiche e informatiche più tradizionali, a loro volta riorientate al web, all’immagine e al mobile, andassero a colmare criticità esistenti e rafforzassero la squadra chiamata a rispondere alle esigenze di funzionamento di UniTo come grande azienda che produce servizi a utenti diversi.

Una comunicazione di Ateneo impostata su 3 ambiti

1. Per una università civica, aperta, responsabile e riflessiva

Nello spirito di una civic university, che assume come proprio fine quello di trasferire la conoscenza anche alla comunità esterna, di cittadini, caratterizzati dalla presenza anche di pubblico di non esperti, UniTo ha promosso e fortemente sostenuto la terza missione e azioni di public engagement, reclutando risorse organizzative dedicate nella Direzione Ricerca, che ha ereditato la funzione svolta in precedenza e con successo, dal Centro Agorà Scienza. In questo ambito è nato uno spazio web dedicato, un fitto calendario di eventi, sulla cui comunicazione si sta ancora e ulteriormente investendo in una prospettiva di Ateneo, e la progettazione di iniziative ad hoc che potessero sostenere e migliorare la visibilità del lavoro dei nostri dipartimenti. Molto c’è ancora da fare, ma sono state poste le architravi sulle quali fondare ulteriori sviluppi futuri.

 

 

È stato creato uno spazio web dedicato alle politiche dell’Ateneo, che raccoglie alcune tra le principali azioni del mandato e ne accompagna l’evoluzione nel tempo, per favorirne una conoscenza più diffusa, sganciata dai limiti di ruolo. La complessità e l’estensione territoriale del nostro Ateneo richiede di appoggiarsi a soluzioni digitali, anche per la comunicazione interna. Quella politica è stata promossa anche attraverso eventi e cicli di incontri realizzati coinvolgendo gli altri attori del territorio.

L’ufficio stampa, inoltre, ha diversificato le sue attività: oltre alla sua tradizionale relazione verso i media, con la cura della rassegna stampa, comunicati e conferenze stampa, è divenuto fonte autonoma di nuovi contenuti, attraverso la produzione di video e contenuti multimediali e la nascita del webmagazine UnitoNews, che garantisce costante aggiornamento e visibilità all’accresciuta varietà di successi ed eventi dell’Ateneo.

Per approfondire:

2. Per la gestione organizzativa e le situazioni di crisi

Uno speciale sforzo – che ha visto il coinvolgimento di tutte le Direzione e di tutta la governance dell’Ateneo – è stata profusa per comunicare all’interno dell’Ateneo, i cambiamenti derivanti dalla riorganizzazione, in occasione della quale sono state approntate iniziative e azioni ad hoc per favorire la circolazione e la conoscenza delle informazioni e conoscenze necessaria a comprendere i cambiamenti in atto.

Altrettanto impegno, sia sul piano organizzativo sia della comunicazione, è stato dedicato ad accompagnare la comunicazione dei cambiamenti derivanti dalla chiusura di Palazzo Nuovo, la ricollocazione delle persone e delle lezioni, le informazioni sulla progressiva riapertura, sullo stato di avanzamento dei cantieri e gli approfondimenti in merito alle analisi e allo stato dei locali, oltre che sul quadro delle bonifiche da amianto portate avanti dall’Ateneo. Un’esperienza che ha maturato sensibilità nuove e sviluppato nuove pratiche di ascolto, gestione e comunicazione in situazioni di crisi.

Specifici progetti di comunicazione hanno accompagnato esigenze a supporto di progetti e iniziative (ad esempio l’indagine Good Practice, quella sul Benessere organizzativo, ecc.) e in generale definito le metodologie per supportare le circostanze e i fabbisogni che – di volta in volta – necessitano adeguata informazione, che è anche un servizio in sé. Per far circolare all’interno l’informazione necessaria all’organizzazione ordinaria del lavoro e alla sua innovazione; per consentire l’interazione in situazioni di crisi e di incertezza tra l’amministrazione, gli utenti, i dipendenti; per arricchire con fonti proprie e una propria agenda setting l’informazione messa a disposizione del pubblico esterno, prima veicolata solo con il tramite dei grandi media.

Alcuni esempi:

Comunicazione interna

Riorganizzazione 2017

Comunicazione di crisi

Palazzo Nuovo e bonifiche da amianto

Progetti di comunicazione

Good Practice e Benessere organizzativo

Per approfondire:

3. Per la sostenibilità e responsabilità sociale dell’Ateneo

Un nuovo documento – centrale per l’immagine e la reputazione dell’Ateneo, distribuito e citato in occasione delle inaugurazioni dell’anno accademico – è il ‘Rapporto annuale di sostenibilità economica, sociale e ambientale’ che dà concreta espressione della visione di responsabilità sociale dell’Università di Torino. Un lavoro pensato sia per gli stakeholder interni sia esterni, per favorire la conoscenza del valore generato dalle azioni messe in atto dall’Ateneo,

Il documento contiene la rendicontazione di un monitoraggio di indicatori di performance economiche, sociali, ambientali e organizzative, raccordati al Piano strategico di Ateneo, secondo la Global Report Initiative: metodologia riconosciuta a livello internazionale da grandi imprese e università.

La spinta alla sostenibilità è continuata con la creazione di un Green office UniToGO – creato per monitorare gli impatti ambientali di UniTo su 5 grandi ambiti (cibo, rifiuti, mobilità, energia, acquisti pubblici ecologici) sull’esempio di atenei del nord Europa e in rapporto con la rete nazionale di atenei per la sostenibilità ambientale.

Azioni che hanno portato UniTo al secondo posto in Italia nella classifica Greenmetric, il ranking  che valuta la sostenibilità ambientale e sociale dei campus universitari.

Per approfondire:

Pubblicazioni

Copertina rapporto di sostenibilità

 

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